Sedie di design

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Sedie di design

Sedie di design che hanno segnato la storia del design d’interni, le più famose sedie d’autore

Sedia Calligaris DEJA VU CS/1054 in legno nelle varianti nero lucido, bianco lucido e wengè. Completamente sfoderabile. Sedile con struttura a cinghie elastiche, disponibile in vari colori.

Quando si parla di oggetti di design, per le sedie così come per ogni altro elemento d’arredo, ci si riferisce a modelli particolari e “fuori dal comune”, ideati da menti creative ed in molti casi da vere e proprie personalità ed icone dell’architettura e del design.

In particolare i grandi personaggi del movimento moderno, a differenza di quanto avviene oggi, non si limitavano a progettare l’involucro di un edificio, ma studiavano particolari, arredi e complementi fin nel minimo dettaglio (si pensi ad esempio al lavoro di le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Alvar Alto, Gaudì e molti altri); nella fattispecie, tra i vari elementi d’arredo ideati da queste illustri personalità, proprio molte delle sedute da loro disegnate sono giunte fino a noi e continuano a riscuotere grandissimo successo.

Tra le cosiddette sedie d’autore vi sono numerosi modelli che in qualche modo hanno fortemente segnato la storia del design d’interni, non solamente perché sin dalla loro nascita hanno subito avuto un ottimo riscontro di pubblico e di mercato, ma proprio perché nel tempo sono rimaste dei capisaldi dell’interior design, tanto che averne almeno un esemplare nella propria abitazione molte volte è visto quasi come uno status simbol.

Sedia rustica in stile viennese con struttura in legno di faggio noce scuro.

In quest’ambito comunque le possibilità sono davvero tantissime, non c’è che l’imbarazzo della scelta: sia per ciò che concerne i materiali con cui le sedute di design vengono realizzate, che possono variare in un ampia gamma, dalla plastica, al legno, dall’acciaio alla pelle e quant’altro; sia per quanto riguarda le dimensioni, molte volte infatti le sedie di questo tipo hanno dimensioni piuttosto “ingombranti” e, per svolgere la loro funzione di elementi d’arredo esteticamente predominanti, hanno bisogno del giusto spazio, mentre in altri casi hanno misure decisamente più contenute, ed infine anche dal punto di vista estetico, per cui è possibile trovare modelli più eccentrici e dalle forme più stravaganti e bizzarre, ma anche tipologie meno audaci caratterizzate da linee particolari ma tutto sommato sobrie.

Quando si parla di sedute di design bisogna poi specificare se si intende riferirsi al pezzo unico, la cui funzione è prettamente estetica e tende indubbiamente a catalizzare l’attenzione su di sé, poiché collocato in una posizione strategica, quasi fosse una poltroncina d’elite ed al tempo stesso una vera e propria opera d’arte, che da solo è in grado di stupire ed impreziosire l’ambiente solo grazie alla sua presenza; oppure se ci si riferisce a sedute sì di design, ma da comprarsi in serie e da abbinare ad un tavolo.

Sedia Vitra Panton Chair, Stampata in un pezzo unico, la scocca della Panton Chair è in polipropilene colorato stampata a iniezione.

Ad esempio la Mr Chair di Mies Van der Rohe è una seduta semplice ed essenziale ma dal fascino intramontabile, caratterizzata da una struttura in acciaio cromato che con forme sinuose, ma sempre sobrie, riprende la silhouette di una slitta e da un unico rivestimento che unisce schienale e sedile, realizzato in pelle oppure in vimini; si tratta di una sedia che si presta alla perfezione ad accompagnare qualsiasi tavolo da pranzo e si integra perfettamente sia con un arredamento di tipo più moderno piuttosto che con uno più classico.

Poltrona girevole Kartell by Philippe Starck su perno centrale.

Vi sono poi altri modelli, sempre perfetti da comprare a quattro, o al massimo sei, alla volta, ma assolutamente più adatti ad ambienti giovani ed arredati in maniera contemporanea, magari da abbinare alla presenza di mobili laccati lucidi e di trasparenze date da piani di cristallo, anche acidati e colorati; tra queste possiamo citare senza dubbio  la Sedia Tulip di Eero Saarinen o la Little Globe di Pierre Paulin.

Al contrario vi sono modelli molto più adatti a sale da pranzo arredate in maniera tradizionale e tra questi si possono citare indubbiamente la famosissima Sedia Thonet, oppure Livia di Giò Ponti o ancora Miss di Cantori.

Tra le varie sedute che possono prestarsi ad essere sia pezzo unico che esemplare in serie (magari anche abbinando tra loro attorno ad uno stesso tavolo tutte sedie di diversi colori!) certamente non si può dimenticare la famosissima Panton Chair, una vera e propria icona del design moderno, che proprio lo scorso anno ha festeggiato il suo cinquantesimo anno di vita.

Ideata nel 1960 da Verner Panton e prodotta e commercializzata da Vitra solamente sette anni più tardi, al termine di un lungo e faticoso processo creativo e realizzativo, nato dalla volontà di riuscire ad ottenere una seduta monoscocca basculante in plastica, più che una sedia è una vera e propria scultura moderna.

Sedia in metallo con struttura a

Gli sforzi, per riuscire a concretizzarla esattamente nel modo in cui il suo creatore l’aveva immaginata, furono ripagati dall’enorme successo che ebbe fin dal primo momento in cui finalmente vide la luce e dal fascino che, a distanza di mezzo secolo, continua ad esercitare su tutte le generazioni, dalle più nostalgiche alle più giovani.

L’amore per questo elemento d’arredo ed il sempre costante riscontro di mercato hanno fatto sì che da circa cinque anni a questa parte la Panton Chair venga prodotta anche in una simpaticissima versione in miniatura, identica a quella classica, ma dalle dimensioni ridotte in modo tale che anche i bambini possano avere la loro coloratissima, divertente ed affascinante seduta di design.

Nel corso di questo mezzo secolo la sua silhoutte, così piacevole a vedersi, ma comunque assolutamente comoda ed avvolgente, non è mai stata modificata (anche se certamente si tratta in assoluto di uno dei modelli più imitati!), ciò che è cambiato nel tempo è unicamente il materiale, inizialmente  si trattava di poliestere con rinforzi in fibroresina ed ora, dopo svariate tappe intermedie, si è giunti al polipropilene stampato ad iniezione, assolutamente resistente, ma anche più economico e soprattutto ecologico in quanto reciclabile!

Invece tra i modelli unici, capaci da soli di arredare uno spazio, si può citare la Ball Chair di Eero Aarnio (1966), che è stata definita come “una stanza nella stanza”, bellissima, accogliente e dall’aspetto futuristico non ha davvero eguali!

Indubbiamente quando si sceglie un pezzo di questo tipo, dati anche i costi elevatissimi rispetto a quasi tutte le altre sedute presenti sul mercato (la Ball Chair ad esempio, in versione originale, perché poi esistono tantissime imitazioni più economiche, si aggira attorno ai 5.000 euro!), bisogna non soltanto essere sicuri che ci piaccia da impazzire, ma anche di potergli riservare lo spazio e l’atmosfera adeguata!

Il suo design dalle linee fluenti, valorizza qualsiasi ambiente contemporaneo e si abbina facilmente a qualunque tavolo. Base girevole tonda.

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